LA PAROLA ALLA SCRITTURA
5a edizione, 2010 - 2011
Rassegna di letteratura, poesia e musica
Trieste, novembre 2010 - maggio 2011

"Saba poeta dell’inquietudine"
lettura scenica
Martedì 22 marzo, ore 18.00
Antico Caffè S. Marco, Trieste

Con:
Mario Mirasola (voce narrante)
Silvio Donati (pianoforte)
Organizzazione:
Alta-marea
con il contributo di:
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia,
Direzione centrale Cultura
Per la rassegna “La parola alla Scrittura”, organizzata dall’associazione Alta-marea, martedì 22 marzo alle ore 18.00 al Caffè San Marco di Trieste, in via Battisti 18, lettura scenica “Saba poeta dell’inquietudine” con l’attore e regista Mario Mirasola e le musiche del M° Silvio Donati al pianoforte.

Mario Mirasola
Il Saba Poeta, nella sua più vera natura, è l’emblema di quel malessere interiore, dove l’anima è il soggiorno dell’inquietudine, miscela di vibrazioni, percettibili e costanti in quasi tutte le sue liriche. Il poeta è quell’oracolo che esprime, a suo modo, le difficoltà della vita, aprendo squarci nel velo che tiene celata la fatica di vivere.
La poetica di Saba ha la prerogativa di trasfigurare il dissidio interiore, di trasformare in energia catartica il disagio della quotidianità, nell’afflato consolatorio del linguaggio lirico. In effetti, dietro la tranquillità, la serenità che sovente sembra espandersi nei suoi versi, c’è il groviglio bruciante dell’esistenza umana in tutte le sue complicazioni.
La sublimazione può compiersi in uno svanire rassegnato, in un trasecolare che trova il corrispettivo nelle cose leggere e vaganti: l’azzurro, una nube, l’alito fresco della primavera, le mute melodie della ventosa Trieste, dove il Poeta volentieri si immerge in intima solitaria contemplazione.
L’itinerario poetico che viene proposto nella lettura al Caffè San Marco intende trasfondere l’humus culturale-sociale-ambientale quale proscenio artistico del grande Poeta triestino, in stretto rapporto allo stato d’animo del suo cantore. L’osmosi tra il poeta–uomo e la sua città è particolarmente evidente nel suo “Canzoniere” e in poesie come “Trieste”, “Tre vie”, “Verso casa”, “Città vecchia”, “Il molo”.

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